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Euro più, Euro meno

Lo scorso week end sono stato a Ventotene. E meno male che non ci sono campi da padel.

Mi sono detto: faccio quattro giorni detox, non voglio sapere niente di padel e sport, faccio quattro giorni di relax assoluto, certo che tutto il mio corpo ne beneficerà.

Sto a pezzi: la spalla non riesco a ruotarla, quando mi stiracchio nel letto appena sveglio lo faccio solo con un braccio mentre l’altro resta fermo lungo il fianco, una pena. Scendere dal letto è qualcosa di vicino al rotolamento, ho messo a terra un materassino da spiaggia su cui atterro di fianco. Poi mi metto a 4 zampe, faccio un paio di gatto/cammello e mi alzo senza riuscire a distendere completamente le gambe procedendo come un lottatore di sumo verso la seduta del water.

Non vorrei essere troppo drastico ma la parte bassa della schiena penso sia deteriorata senza ritorno, i dischi vertebrali sono scomparsi, L2 L4 L6 ce l’ho tutte. Il ginocchio mi fa male appena scendo dal letto e fin quando non ci ritorno. Ho lo psoas contratto, ma almeno ce l’ho, prima non sapevo di averlo. Quando mi piego (non perché lo voglia fare, ma pare che il 75% delle palle giocate di merda sia dovuto al famigerato “t’ho detto che devi piegà ste gambe”) sento aculei conficcarsi sotto le maniglie dell’amore. Epicondilite l’ho appena superata dopo 72 sedute di tecar.

Insomma mi voglio rilassare.

Il budget di questa vacanza è purtroppo condizionato da: 300 partite nell’ultimo anno, 16 lezioni, 2 racchette, 2 paia di scarpe, 37 grip, 1 clinic, abbigliamento vario e variegato, e non ultimo spese mediche per trattamenti e varie pratiche pseudo risolutive. Direi 6 mila euro in anno, euro più euro meno. E vabbeh quindi “ragazzi quest’anno niente gommone, rispolveriamo le tradizioni, prendiamo il pedalò.”

Da solo con 4 iperattivi sotto i 12 anni inizio a mirare l’orizzonte nel mare aperto, prua dritta, pedalata purtroppo non leggerissima (ma ci vuole molto a fare i pedalò con pedalata assistita santo cielo ?!?!?). Quando finalmente raggiungiamo il mare aperto siamo ormai vicini a molte delle barche che provano ad avvicinarsi alla riva. Da una di loro assolutamente imponente proviene una musica piuttosto rumorosa, accelero la pedalata, ancora più vicini, intravedo corpi che si muovono, accelero, vicini ormai, musica assordante, conto almeno 6 ballerine brasiliane che si dimenano, 4 cestelli di ghiaccio con champagne, ma soprattutto vedo indistintamente nell’ordine: Mario Frastagni il mio fisioterapista, Giulio Cospetti il mio osteopata, Giorgio Ascanti proprietario del FisioCenter dove ho fatto le tecar, Ettore Complici rinomato ortopedico del mio Municipio e infine Mario Cartone, anche detto fascio elastico, per le sue simpatie politiche e per la sua attività di rappresentante di fasce elastiche curative di ogni parte del corpo umano. Ridono a crepapelle e ciondolano tra le brasiliane. I ragazzi iperattivi sono adesso immobili e fissano il circo squassoso. Prima che possano riconoscermi e farmi movimenti di bacino provocatori, giro immediatamente a poppa il nostro pedalò e torno verso la riva.

I ragazzi cominciano a fare domande ma io cerco di deviarne l’attenzione: “Andiamo a prendere un gelato!”. Quattro coni medi, 14 euro, ho solo una banconota da 5, Bancomat, transazione negata, i ragazzi mi guardano con tristezza senza sentirsi autorizzati ad iniziare a consumare il cono, la fila mi osserva, carta di credito ecco, mi spiace signore mi dice “credito insufficiente”. Sto sudando.

“Signore – mi incalza il tipo alla cassa, che mi accorgo indossa una t-shirt del WorldPadelTour – l’unica possibilità che le resta è trasferirmi integralmente il suo borsellino elettronico su Playtomic”

“Ma sono 80 euro !?!?”

“Signore, i ragazzi la guardano, il gelato sta colando tristemente sulle loro mani”

“Ahò te devi rassegnàaa” urlano dalla fila.

Con un clic trasferisco il borsellino al tipo che mi comunica il suo nick su playtomic “Sciakallo92”

 

A settembre ricomincio a correre al parco.

 

Scritto da:
UMDP (Uscito Malissimo di Parete)

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