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Le Coppie (vere) nel Padel

Nella prima era ciclica del Padel, le coppie non esistevano. La patologica passione invadeva uno solo nella coppia, solitamente contagiato (lui) da un ex compagno di calcetto col fiato sufficiente solo per un discreto primo tempo oppure contagiata (lei) dalla vicina con cui faceva pilates fino all’altro ieri e che adesso invece dice che pilates è da signore over 60 con la scorta di Somatoline. Il compagno/a (genericamente chiamiamolo coniuge) non contagiato osservava l’involuzione sportiva dell’altro con sarcastico distacco misto a scherno pietoso. Nella sua mente svolazzano espressioni tipo “afferri la racchetta come una clava, ah ridicolo!” / “non sai manco come si contano i punti a tennis, sei patetico” / “non hai mai fatto uno sport agonistico, vuoi vedè che ci riesci con altre 3 disperate” / “non credo sinceramente che sto sport ti rassodi più di pilates”. Insomma davvero poca considerazione, almeno fin quando il coniuge non viene sorpreso a guardare partite di livello agonistico su youtube con la stessa attenzione di quando guardava il primo porno a 13 anni. Il coniuge, sebbene sconvolto dall’atteggiamento inebbetito, pensa che si tratti di una condizione transitoria.

Sappiamo che la storia ci ha rivelato tutt’altro.

Un bel giorno, proprio nel tuo circolo, dove l’organizzazione dei misti era affidata a Marco Predolin in persona, proprio quando avevi interiorizzato la regola “misto = n’se’po’mai’sapè, metti na goccia di profumo”, proprio quando oramai ti vantavi di rivolgerti alla donna avversaria con frasi tipiche “un punto so’ la tua incudine, un altro sarò il tuo martello”, ecco, ti senti strattonare. Un altro giocatore/trice incallito ti indica qualcosa che parrebbe fuori dalla realtà. Quei due, non è possibile. Ti giuro, è così. Stanno insieme. Cioè quei due che giocano insieme il misto stanno insieme, sono una coppia, nella vita di tutti i giorni. A qualcuno viene da dire “svergognati”. Diverse leggende narrano che il primo fenomeno di coppia formale apparsa nel CAP 00100 sia capitato a Roma Nord, ma da allora si sono moltiplicate. Eccole.

La coppia ribaltata

Chi li conosce bene, non li riconosce. La coppia ribaltata presenta comportamenti antitetici rispetto alla quotidianità. Lei, che solitamente si sobbarca silenziosa e solitaria figli, casa, spesa, riunioni di condominio e visite di cortesia, lo tratta sgorbutica come un rinoceronte bullizzato, lo svilisce per la forma fisica (“stai impalato, nun te movi proprio”) e per genio strategico (“pure la cosa più facile ti risulta troppo complicata”). Oppure succede che Lui, solitamente calpestato come un vecchio tappetino Ikea da bagno, assuma toni da gladiatore, veemente come un generale di corazzata, motivatore come Al Pacino nel solito film. Gli avversari si guardano tra loro sperando che presto arrivi uno scroscio di pioggia.

La coppia scolastica

Lui (o lei) hanno iniziato molto prima dell’altro. Ha già raggiunto il traguardo di 1000 euro di lezioni con maestri spagnoli di quarta generazione, cambia overgrip ogni 3 set e per stavolta non esagererà con colpi da professionisti. Gioca in pratica una partita lezione al coniuge, investendo ad ogni colpo diversi secondi per mimare la corretta posizione del corpo e rivelare i segreti strategici di ogni situazione di gioco. Gli avversari non sono contrariati. Vorrebbero solo centrare il presunto maestro/a con una pallata orizzontale sulla tempia sinistra.

La coppia in analisi

Non tira un’aria proprio morbida. Se lui le prende una palla centrale, lei gli si pianta frontale parlando del ruolo della donna nella società e del padel specchio del gender gap. Se lui le dà un consiglio sulla gestione del vetro, lei dice che l’utero è suo e se lo gestisce lei. Se lei gli chiede maggiore presenza a rete, Lui le risponde a brutto muso che è arrivato il momento che anche lui si realizzi, basta trattarmi da adolescente disadattato. Gli avversari si dedicano a fare fantasie sessuali su giocatori/trici famose pur di non ascoltarli.

La coppia insopportabile

Non si chiamano per nome, ma soltanto “Amore” o “tesoro”, quando fanno un punto soffiano bacetti. Se lei sbaglia il colpo più semplice, lui la sostiene con un “Amore sei stata bravissima, non rimproverarti nulla!”. Se lui manda lo smash sulla grata lei gli sorride “Tesoro davvero di pochissimo, sei il mio campione”. Gli avversari pensano sinceramente ad una risoluzione violenta del match.

La coppia sgamata

Saluto rapido, qualche convenevole di sorta. Gioco coordinato ma senza eccessiva partecipazione. Tua, mia, scusa, ho sbagliato io, ti assicuro che te la chiamo, non ho mai giocato così di merda perdonami. Ma poi si accovacciano insieme a raccogliere la pallina dispersa e si lanciano uno sguardo ingrifato come liceali agonizzanti di passione, realizzando che i primi due set sono andati, manca poco. Dissimulano, ma non ce la fanno fino in fondo. Gli avversari, che hanno accettato la sfida solo come approfondimento d’indagine, li scrutano meticolosamente e raccolti tutti gli indizi, non aspettano altro che lanciarsi nell’arena dell’inciucio, esordendo con il fatidico “oh, non puoi capire chi caxxo ho sgamato, te l’avevo detto”.

Scritto da:
UMDP (Uscito Malissimo di Parete)

Bio:
Uscito Malissimo di Parete, pseudonimo di un acuto osservatore che pascola tra i campi da padel studiando da vicino le varie sfumature di questo dilagante fenomeno psico-sociale che è diventato padel.

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