E poi ci sono gli ex
Il padel ci ama così come siamo, non ci chiede esclusività: sa bene che siamo tutti ex.
Ex tennisti, ex calciatori, ex corridori della domenica.
Il padel sa bene di non essere il nostro primo amore e non ne fa una tragedia. All’inizio, anzi, sembra quasi orgoglioso di saperci condividere, si accontenta dei primi approcci, delle partite improbabili, delle pareti incomprese, dei dritti sparati a tutto braccio da fondo campo, delle calzature da palestra, dell’assenza di orpelli a difendere muscolature da troppo tempo inattive.
Ma il padel lo sa: sa che il nostro primo amore è sul viale del tramonto, che innamorarsi di nuovo richiede tempo, e pazienza, e costanza, e una buona dose di entusiasmo. E che stavolta si abbia l’impressione che sia quella buona, definitiva. E allora si inventa campi di tutti i colori, al chiuso, all’aperto, d’estate, d’inverno, per tutte le stagioni, pale coatte, pale sobrie, pale da difesa, pale da attacco, pale da dilettanti, pale da pro, scarpe abbinate, abbigliamento scintillante. Perché si sa: ogni nuovo amore passa inevitabilmente attraverso lo shopping compulsivo.
Finché un giorno, senza starci troppo a pensare, alla voce sport di un questionario qualunque, ti ritrovi a scrivere padel, come se il passato fosse solo un mezzo verso un destino ineluttabile, ma dolcissimo.
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